4-L’asma nel bambino:

Le diverse forme cliniche dell’asma nel bambino.

L’asma si manifesta con difficoltà respiratoria, respiro sibilante e tosse. La tosse è prevalentemente secca e viene accentuata dall’esposizione all’aria fredda, dallo sforzo fisico e compare anche durante il sonno.
Nel bambino esistono essenzialmente due forme di asma: la prima è l’asma indotta da infezioni virali dell’apparato respiratorio, la seconda è l’asma associata ad allergia.

L’asma indotta dalle infezioni virali è tipica del bambino in età prescolare e di solito il problema scompare tra i 5-6 anni se il bambino non diventa allergico. Questi bambini nascono con bronchi leggermente più piccoli rispetto ai soggetti sani e questa caratteristica costituisce il fattore favorente il manifestarsi degli episodi di difficoltà respiratoria. Le infezioni virali, infatti, determinano un aumento di spessore della parete dei bronchi con conseguente riduzione dello spazio disponibile per il passaggio dell’aria. Tra i 5-6 anni i bronchi diventano sufficientemente grandi per non risentire più del problema legato all’infezione e pertanto il broncospasmo indotto da infezioni virali scompare. E’ opportuno ricordare comunque che le vie aeree di questi soggetti resteranno sempre più piccole rispetto ai soggetti sani e pertanto, se questi bambini inizieranno a fumare, andranno incontro con maggior facilità a bronchite cronica da adulti.

La seconda forma di asma è quella associata ad allergia. Gli allergeni più pericolosi sono quelli dell’ambiente domestico (acari, gatto, cane, alcune muffe). Nel soggetto allergico l’esposizione all’allergene determina un’infiammazione della parete dei bronchi che diventa particolarmente sensibile a diversi stimoli e quindi tende a restringersi non solo quando il bambino respira l’allergene, ma anche quando viene esposto a stimoli irritativi quali il fumo di sigaretta, gli inquinanti atmosferici, lo sforzo fisico e le infezioni dell’apparato respiratorio. Questa forma d’asma inizia nei primi anni di vita e diventa più frequente durante l’età scolare e l’adolescenza.

Perché è importante distinguere le due forme d’asma?

E’ importante distinguere questi due aspetti della malattia perché il tipo di infiammazione che le contraddistingue è diverso e conseguentemente è leggermente differente la strategia terapeutica preventiva. Nell’asma indotta esclusivamente da infezioni virali prevale un’infiammazione che risponde poco al cortisone, mentre quella allergica risponde molto bene a questo tipo di farmaci. Nell’asma indotta da infezione virale si può tentare una prevenzione con l’impiego di inibitori dei leucotrieni (parlatene con il pediatra del bambino). Entrambe le forme di asma rispondono alla terapia con broncodilatatori.

Come sospettare la presenza di asma allergica?

E’ più probabile che un bambino soffra di asma allergica se:

  • uno od entrambi i genitori o un familiare sono affetti da asma allergica,
  • presenta dermatite atopica (eczema) e/o rinite allergica,
  • è allergico ad alimenti e/o ad allergeni respiratori,
  • presenta broncospasmo indipendentemente dalle infezioni virali,
  • gli esami di laboratorio mostrano eosinofili (cellule dell’allergia) o IgE (anticorpi dell’allergia) elevati.

Con chi valutare questi aspetti della malattia?

Ovviamente con il pediatra del bambino. Questa è, infatti, la figura professionale più adatta a riconoscere precocemente l’insorgenza della malattia, ed inoltre conosce l’ambiente dove vive il bambino ed è in grado quindi di valutare tutti i fattori ambientali (umidità, fumo passivo…) che possono contribuire ad un aggravamento della malattia stessa.